VIVERE CON LEGGEREZZA. (Che significa e come si fa)

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Una mattina ti svegli e scopri che intorno a te e dentro di te niente è più come prima.

Ti alzi e senti affiorare sul tuo viso un sorriso. Così, apparentemente senza un perchè. Ti guardi in giro, la tua camera, la sala, la colazione, il cane e il gatto, tu allo specchio, improvvisamente sembrano essere circondati da un alone rosa. Un pò come nei fumetti, sembra che tutto, stia volteggiando dentro a bolle. Rosa. (E’ così che io vedo la vita. Colorata di rosa).

Una sensazione nuova. Strana, ma morbida. Comoda e leggera.

Ecco, leggerezza! Sarà questa quella cosa di cui ho tanto sentito parlare, di cui ho tanto letto, e che non ho mai capito? Quando mi hanno detto: “Vivi con leggerezza!°, “prendi la vita con leggerezza!”, “Sii leggera”! E ho sempre pensato: Ma che significa? Che cavolo vuol dire vivi con leggerezza? Che devo fare? Vestirmi leggera (e poi morire dal freddo se siamo in inverno)? Parlare solo di banalità, perché gli argomenti pesi stancano  e appesantiscono, appunto? Vivere in superficie senza mai andare fino in fondo alle cose, chè poi quello che rischi di scoprire potrebbe ucciderti? Cosa devo fare? (mi sono chiesta invano per anni!)

Finchè un giorno, dopo anni di lavoro, duro, impegnativo, scomodo, a volte, l’ho scoperto. Da sola!

Ho scoperto che tutto comincia dall’entrare in contatto con se stessi. Sì, è così. Non si può vivere con leggerezza se non si è in pieno contatto con la parte più profonda di noi. Sembrerà strano, forse anche ironico, ma più scendi a fondo dentro te e più ti liberi di fardelli che appesantiscono l’anima, il cuore, la mente e anche la pancia. Che lo sappiamo tutti che quando abbiamo un peso insopportabile addosso la pancia fa male. Come anche il cuore.

Così, scendendo nel posto più buio e scavando scavando sono arrivata alla parte nascosta. Quella di cui quasi mi ero dimenticata. Forse volutamente. (Senza forse, mi sa). E ho scoperto che dentro a questo bellissimo nascondiglio avevo riposto bauli di slogan (“i bambini non si coccolano perchè altrimenti crescono viziati”, “sai tante cose e poi ti perdi in bicchier d’acqua”, “se ti vuoi sposare le ali devi abbassare”), di convinzioni (se faccio la brava ricevo in cambio amore; non posso farcela; non sono capace; non sono abbastanza), di paure (di restare sola, sola al mondo;  di non essere amata), tutti aperti e non chiusi e sigillati come pensavo. Stavano lì e facevano rumore. Un rumore assordante. Ogni slogan, convinzione e paura urlava più forte dell’altro per farsi sentire. Facevano gare per chi riusciva ad arrivare prima e più forte ai miei pensieri. E spesso uno di loro, a volte anche due o tre, ci riuscivano.

Allora, in mezzo a tanta confusione, mi sono rimboccata le maniche, preso scopa, paletta e sacchi per fare pulizie. E via via, tra una lacrima e un sorriso, tra sospiri e respiri ho raccolto ogni convinzione, slogan e paura e li ho cacciati dentro ai sacchi. Poi me li sono caricati sulle spalle e… pesavano. Quanto pesavano! Mi schiacciavano quasi, visto che sono anche piccolina. A fatica, in alcuni momenti con l’aiuto di persone fidate, però, sono riuscita a buttarli nel pattume. A tirarli fuori da quel nascondiglio. Fuori da me! E via! Non c’erano più.

A quel punto, sono tornata dentro al nascondiglio per dare luce. Ho aperto le finestre, ho fatto entrare aria nuova e ho cominciato ad arredarlo di cose belle. Ci ho messo libri, tanti, disegni non miei, ma strappati da giornali perchè troppo belli, parlavano di vita. Ho collocato qua e là, sparsi, cuscini e pouf di pensieri positivi. Da una parte un “sono bella così come sono“, da un’altra un “ama ciò che sei“, dall’altra ancora un ” non sono perfetta ma per questo più bella“. Poi ho sostituito i bauli con mensole su cui riporre conoscenze, nozioni nuove e passioni. Niente di chiuso. Solo arredi aperti, dove avrebbe potuto fluire l’aria e da dove le cose che entrano possono anche uscire, una volta fatto il loro corso. Quando non servono più.

Ho scelto tanti colori, vivaci e pastello e note musicali con cui rivestire pareti e pavimenti. E ho visto che mi piaceva di più. Ho respirato vita. Ho respirato. Non mi sono sentita soffocare come prima. Si sentiva profumo di nuovo e bello. Il profumo di qualcosa che rinasce. Allora sono risalita.

E ho ricominciato a vivere. Più leggera.

E a quel punto ho capito che cosa significava vivere con leggerezza. Mi era stato detto che per farlo avrei dovuto imparare ad amarmi. E che per imparare ad amarmi avrei dovuto conoscere me stessa fino in fondo. Capire che cosa desideravo realmente, che cosa mi frenava (e se c’era qualcosa che mi frenava), che cosa mi faceva male, così male da paralizzarmi, di che cosa avevo paura e che cosa invece mi faceva sentire bene. Quel bene che si prova quando senti di essere nel posto giusto, completamente te stessa, senza freni nè condizionamenti. Quando la tua mente vola libera senza inciampi e stai comoda così come sei e con chi sei.

Mi era stato detto anche che conoscendomi avrei imparato a riconoscere ed accettare i miei limiti come parti di me. Un pò come avere i capelli castani piuttosto che biondi o gli occhi verdi piuttosto che azzurri. E che solo ACCETTANDO OGNI COSA DI ME avrei potuto col tempo cambiarla, qualora lo avessi desiderato.

E io, cocciuta e determinata, e stanca di non stare bene nei miei panni, l’ho fatto. Ci ho messo anni. Lunghi e dolorosissimi. Perchè scavare è faticoso e fa male. Ma alla fine ce l’ho fatta. Sono arrivata dove dovevo arrivare. E ho scoperto la leggerezza.

Mi sono liberata di pesi inutili e dolenti. Mi sono esercitata infinite volte a spogliare le cose, le esperienze che vivevo, della pesantezza di cui siamo soliti rivestirli quando le affrontiamo con pensieri negativi fatti di paura, rancore e delusione. E ho provato a dare loro il giusto peso. A collocare ogni esperienza vissuta o evento accaduto nel Qui ed Ora. Senza aggiungerci passato ne futuro. Ma leggendoli nel contesto in cui si sono inseriti spontaneamente. Così ho sperimentato che una giornata storta è solo UNA giornata storta che può capitare perchè sta nel divenire delle cose e della vita. Ma non potrà MAI determinare un’intera vita storta!!

Ho sperimentato che davvero tutto è relativo. Relativo al tempo, al luogo in cui accade e alle persone con cui e tra cui accade. E che ogni gesto commesso, scelta fatta, può sempre essere modificata e corretta se si rivela sbagliata. Perchè NIENTE E’ PER SEMPRE!  Per fortuna (aggiungo consapevolmente oggi)!!

E ho finalmente compreso che VIVERE CON LEGGEREZZA non significa vivere con superficialità, essere banali. Bensì significa VIVERE DAVVERO MEGLIO. Con quella consapevolezza e padronanza di sè che ti permettono di vivere tutto intensamente senza attaccargli il peso del per sempre, delle aspettative del futuro, ne dei rancori e condizionamenti del passato.

VIVERE LASCIANDO ANDARE

Che meraviglia! Che LEGGEREZZA !!!

Nadia

 

 

 

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3 thoughts on “VIVERE CON LEGGEREZZA. (Che significa e come si fa)

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